«Innanzitutto,
richiamerò la situazione di dipendenza della storia
nei confronti della memoria, poi ripercorrerò il
percorso di liberazione della storia nei confronti della
memoria fino al punto forte di trattare i fatti di memoria
come oggetti privilegiati della nuova storia».
(da Topologik) _______________________________________________________________
Quei miti - dal racconto platonico del "Simposio"
fino alla tante di versioni della figura di Don Giovanni
- «fanno
capire ancora oggi quale sia la natura specifica dell'amore.
II non poter essere soltanto unione senza essere al tempo
stesso separazione, appropriazione senza perdita, appagamento
senza insoddisfazione, felicità senza dolore, vita
senza morte».
«La
memoria della Shoah è un imperativo morale per i sopravvissuti
e un impegno di cui tutta l'umanità si deve far carico
per non dimenticare quei tragici accadimenti e per rispetto
nei confronti delle vittime [...] la Shoah è un evento
inimmaginabile, indicibile, e dunque irrappresentabile; per
questo la sua memoria è sempre stata soggetta a rischi
e limiti».
«In
questo volume ho voluto fare i conti con ‘la questione’
delle questioni, ossia, con la vera e propria croce di ogni
filosofia degna di tale nome; con la questione della verità.
Che è poi la questione del fondamento; quello intorno
a cui da sempre ruotano le riflessioni dei più grandi
pensatori dell’Occidente. Da sempre, ossia, sin dalle
prime testimonianze dei cosiddetti ‘presocratici’,
ci si interroga infatti intorno all’arché.
All’origine, al principio [...]».
«Alla
filosofia interessano soltanto gli aspetti di principio, e
per quanto riguarda l'età della Terra in termini filosofici
è interessante soltanto se questa è una grandezza
finita o infinita o se forse non è
nél'uno, né l'altro.
Questa domanda si pone anche Kant, che probabilmente per la
prima volta nella storia della filosofia ci presenta argomenti
invece di speculazioni e miti cosmogonici».
«Abbiamo
ricordato l’importanza dei due scritti gemelli del 1933,
Kierkegaard und Nietzsche oder philosophische und theologische
Überwindung des Nihilismus e Kierkegaard und
Nietzsche: sono due saggi che si concentrano sul problema
del nichilismo e sul tentativo di superare questa impasse
tramite una antropologia filosofica “sperimentale”.
I due scritti muovono dagli stessi presupposti e mirano anche
allo stesso obiettivo».
«Negli
ultimi tempi si parla molto di ‘laicità’
nel nostro paese, e non per caso, naturalmente: l’accendersi
della discussione intorno a questo tema è connesso
anzitutto al nuovo ruolo che la Chiesa di Roma è
venuta assumendo in Italia dopo la crisi e la fine dei
grandi partiti di massa che hanno segnato il ’900.
Senza più il filtro del ‘partito dei cattolici’,
la Chiesa è scesa in prima persona sul piano
della lotta politica e sociale sostenendo con vigore
e intransigenza le proprie posizioni in tutti i campi».
«La questione generale
del trascendentale s’inscrive nel rapporto tra
due distinti e separati ambiti: l’ambito della
predicazione, del giudizio, strutturato sulla base delle
categorie, e quello antepredicativo o ultrapredicativo,
tale anche in quanto del primo costituisce la condizione
ontologica».
«Il
titolo del libroindica in sintesi l’approccio
metodologico dell’autore, che intende discutere
le teorie dell’antropologia filosofica di Gehlen
alla luce dell’influsso teorico e storico di
Herder, pensatore che lo ha preceduto di più
di un secolo, ma che dimostra di essere ancora molto
attuale».