Videointervista a Jean-Luc Nancy
Un'intervista realizzata dall'Associazione ASIA al noto filosofo JEAN-LUC NANCY (1940) in occasione del Festival della Filosofia di Modena 2010. Professore emerito di filosofia presso l’università di Strasburgo, il suo pensiero nasce e si sviluppa nell'alveo del "decostruzionismo". Nella prima parte dell'intervista il filosofo francese tratta il tema del senso dell'esistenza a partire dal nostro 'essere-con': innazi tutto l'esistenza, il fatto che ci sia qualcosa, è "senza ragione", e solo in questo senso si può parlare, ad esempio, di "miracolo". Passando a Heidegger, Nancy dichiara che l'aspetto più importante della sua filosofia è di aver sostenuto che "l'essere non è", ossia che "non c'è una sostanza come l'essere" (qui il senso della Destruktion dell'ontologia): l'essere è piuttosto un verbo, un "gesto" o movimento - l''e-sistere', l''uscir fuori' -, non una presenza data o il fondamento. Nancy illustra poi il senso dell''essere-con', che rielabora il Mitsein heideggeriano e su cui sviluppa il concetto-chiave del suo pensiero, quello di "essere singolare plurale". Nella seconda parte il filosofo francese attraversa temi "abissali", quali la differenza fra 'niente' e 'nulla', o il significato di libertà in un ambito nichilista.     Intervista e traduzione: Paola Cremonini - Sottotitoli: Enzo Favre - Video in  2 parti     ...
Sul Manifesto del nuovo realismo di M. Ferraris
LA REALTÀ ESISTE ANCHE PER IL MIO COMPUTER di Gianfranco Cordì 1. Il Manifesto del nuovo realismo (Laterza, 2012) di Maurizio Ferraris (Torino, 7 febbraio 1956) si presenta fin da subito come il lancio di qualcosa che «non è affatto “una mia teoria”, né uno specifico indirizzo filosofico, né una Koiné di pensiero». Ma allora, che cosa abbiamo di fronte? L’oggetto di questo «Manifesto» che cos’è? Semplicemente, è «la fotografia…di uno stato di cose». Ci troviamo quindi immessi nell’orizzonte della descrizione e della rappresentazione. Ferraris – egli stesso ci informa - sta cercando di ottenere un'immagine di una certa condizione, di una situazione. In questo senso, questo «Nuovo realismo» ha a che fare con il ritratto e la veduta. Con la caratterizzazione di qualcosa in funzione di un certo «stato di...
di Paolo Calabrò   Professor Sini, entriamo subito in argomento: esiste la cosa in sé? Una critica radicale alla nozione di “realtà in sé” (idem: “cosa in sé”) si impone non appena ci si accinga a valutare la verità della fisica e l’esistenza dei suoi oggetti. Senza questo preliminare passaggio, ogni dialogo e ogni rispondere si aggirerebbero in un continuo fraintendimento. Per questa critica posso rimandare a Da parte a parte. Apologia del relativo (ed. ETS, Pisa 2008). Qui mi limito a ribadire che la nozione, o l’idea, di una realtà “assoluta” - cioè sciolta, appunto, da qualsivoglia nozione o idea, essendo essa anzitutto una nozione o idea - è palesemente assurda e inconsistente.Possiamo forse dire che la verità sia relativa al “pensiero”, o al “soggetto”? No, se con ciò intendiamo una qualche...
L'uomo e il mondo
di: Rossella Tursi
L'uomo e il mondo
di Rossella Tursi Se dovessimo descrivere l'atteggiamento che in questo periodo storico l'uomo mantiene nei confronti del mondo, potremmo riferirci a un continuum che vede gli estremi occupati dal senso di fascinazione verso tutto ciò che mostra un facile progresso da un lato e dalla disperazione per condizioni esistenziali e immagini del futuro dall'altra. Ovvio che trattandosi di un segmento continuo, molti altri stati del sentire si avviluppano, ma ciò che merita attenzione e capacità critica costruttiva è l'immagine di un mondo fratturato. Non bisogna dimenticare che gruppi e comunità hanno da sempre imposto le regole dello sviluppo alla totalità dell'essere e altri gruppi e comunità, hanno sempre costituito il motore e il carburante, non abbastanza alimentato e assicurato per i compiti richiesti, di ciò che è stato presentato...
I-ACTION E E-ACTION
di: LEONARDO CAFFO
I-ACTION E E-ACTION
  pdf Leonardo Caffo 1. Da tempo alcune questioni filosofiche riguardo la libertà sembrano essere inficiate dai progressi della ricerca scientifica in ambito neurologico. Recentemente, il neuroscienziato Eddy Nahmias, intervenendo sulle pagine del The New York Times , ha sollevato la classica domanda riguardo la fine delle questioni filosofiche sul libero arbitrio a causa delle neuroscienze. Già Wittgenstein difese la tesi dei “linguaggi di vocabolari diversi” per scindere questioni filosofiche da questioni scientifiche in ambiti di discussione complessi come quelli inerenti le libertà individuali. Tuttavia oggi non sembra più sufficiente fare una distinzione ontologica dei linguaggi utilizzati in ambiti diversi; si rende invece indispensabile un’argomentazione che sia in grado di chiarire, una volta per tutte, le...
Peter Sloterdijk, Il mondo dentro il capitale
[ estratto dal volume ] Peter Sloterdijk, Il mondo dentro il capitale Meltemi Editore, Roma, 2006                Presentato dallo stesso autore come un compendio del progetto “Sfere”, questo libro riprende il motivo di una grande narrazione, filosoficamente ispirata, della globalizzazione. Il punto essenziale è dato dall’attenzione, inconsueta per la filosofia della Vecchia Europa, alla dimensione spaziale, di cui si ricostruisce, grazie a un’ambiziosa e originale periodizzazione della storia del mondo, la morfologia genetica. Ciò che oggi si festeggia o si condanna come globalizzazione, dice Sloterdijk, non è altro che l’ultima fase di un processo iniziato con la razionalizzazione della struttura del mondo a opera dei cosmologi antichi che raccoglievano...
Intervista a Mauro Visentin. Il neoparmenidismo italiano II
[ intervista in pdf ]       di Gianni Perazzoli           È uscito il secondo volume de Il neoparmenidismo italiano. Il sottotitolo suona: Dal neoidealismo al neoparmenidismo. Un programma disorientante se si tiene ferma la bussola della storiografia filosofica in Italia. Vorrei allora porre l’attenzione in primo luogo sull’aspetto più originale e, immagino, più contestato della tua tesi: il neoparmenidismo come nota dominante della filosofia italiana che va da Croce e Gentile a Guido Calogero e a Luigi Scaravelli, fino a Gennaro Sasso. La tua tesi è che la filosofia italiana è legata a un fondo antimetafisico, e che dunque essa è legata - nel senso che tu dai a questa definizione - a un fondo “neoparmenideo”. Un “neoparmenidismo” che...
Critiche della democrazia e altri
di Gianluca Miligi [ articolo in pdf ] Introduzione. Trascorso ormai più di un ventennio dalla caduta del Muro di Berlino, la democrazia non ci pare certo in buone condizioni, soffre quantomeno di una forte crisi di identità. Fine delle ideologie totalitarie, periodo di pace mondiale, esportazione del sistema democratico in Paesi “politicamente arretrati”, almeno secondo le formule più in voga: il problema è che tutto ciò, posto che fosse possibile, non è avvenuto in quanto doveva essere soltanto la facciata ideologica e propagandistica di tutt’altri, complessi, fenomeni geopolitici. Quindi un dato di partenza, centrato da punti di vista opposti, è che la democrazia versa in uno stato “aporetico”: «Nel mondo del dopo Guerra fredda...
Tra postmoderno e metafisica
di: Giovanni Perazzoli
Tra postmoderno e metafisica
Dibattito: addio al postmoderno?        Tra postmoderno e metafisica        Il dibattito tra Gianni Vattimo e Maurizio Ferraris parte dalla domanda se la verità sia un antidoto al potere populistico e autoritario o se, al contrario, essa stessa, la verità, sia una forma del potere populistico e autoritario.Nella tesi di Vattimo la verità è un prodotto del potere. Questo significa però dire che la verità, che è un prodotto del potere, non è la verità. Il potere fabbrica una verità, che dunque non ha le caratteristiche della verità. La premessa di Vattimo (o la conseguenza, fa lo stesso) è che la verità stessa, però, non esiste. Ora, lasciando a Vattimo l’argomentazione (il quid iuris) della tesi che sostiene che “la verità non esiste”, resta che,...
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L'Essere di Parmenide:
il Poema e due
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Emanuele Severino
"Ragione, fede, verità"
(1h 09')
["Abitatori del tempo" 2008, a cura di R. Lissoni]
 

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