Tommaso d´Aquino (1224/25 - 1274)
di Francesco V.Tommasi

Nato a Roccasecca verso la fine del 1224 (o forse nei primi mesi del 1225), Tommaso, figlio del conte di Aquino, ricevette una prima giovanile istruzione presso l´abbazia di Montecassino, per poi studiare le arti liberali a Napoli dal 1239 al 1243, dove venne a conoscenza dell'allora giovane Ordine domenicano (che assieme a quello francescano rilanciava un ideale di vita strettamente conforme al Vangelo), di cui decise presto di far parte. Tale scelta fu però fortemente contrastata dalla famiglia, che giunse a rinchiuderlo nel castello di Roccasecca per diversi mesi. Nel 1245, comunque, Tommaso, riavuta la libertà, poté recarsi a studiare probabilmente prima a Parigi, e forse già allora conobbe Alberto di Colonia (più tardi definito Alberto "Magno"), con il quale in ogni caso entrò in contatto nel 1248 presso lo studio domenicano di Colonia; tale pensatore fu uno dei primi ad operare un grande tentativo di sintesi tra le opere di Aristotele, riscoperte e tradotte progressivamente in quegli anni (gli scritti di politica, fisica, psicologia, etica e metafisica soprattutto), e la dottrina cristiana. Tommaso comunque rimase nella città renana fino al 1253, allorquando tornò a Parigi per lo studio della Scrittura e, dal 1253 al 1256, delle Sentenze (1160) di Pietro Lombardo, "manuale" di base dell'insegnamento della filosofia nell'epoca della scolastica. Dopo aver ottenuto già nel 1256 il permesso di insegnare, cominciò effettivamente la sua attività nel 1257, assieme a Bonaventura da Bagnoregio, francescano, dopo aver superato la polemica che aveva investito gli ordini religiosi in quegli anni, a cui tendenze conservatrici e i clerici secolari, timorosi di concorrenza, volevano vietare l'insegnamento.
Questo primo periodo in cattedra fu già molto profilico, perché Tommaso scrisse il suo commento alle Sentenze, due commenti a Boezio, le opere De ente et essentia, De principiis naturae e una serie di Quaestiones disputatae (struttura tipica delle opere scolastiche in cui l'autore, posta appunto una questione, presenta argomenti pro e contra, giungendo infine ad un respondeo) tra cui quelle De veritate. In questi primi lavori filosofici già è contenuto il nucleo costitutivo centrale del pensiero filosofico di Tommaso, ossia la differenza metafisica reale tra essenza ed esistenza, la concezione per cui la prima é atto della materia, ma la seconda é atto della forma stessa e dunque perfezione ultima, per cui l´ente reale viene a costituire l´elemento fondamentale della metafisica: elemento trascendentale (ossia, per Tommaso, metacategoriale) e base anche della gnoseologia (fondata sull'ente in quanto ente quale primum cognitum, sull'imprenscindibilità dei sensi come base di ogni processo conoscitivo e sull'astrazione metafisica, ossia la capacitá dell'intelletto di giungere all'essenza degli enti). Forse già in questo periodo iniziò anche lo scritto Summa contra gentiles. Si tratta di un'opera composta da 4 libri e 463 capitoli in cui Tommaso cerca di provare la verità del Cristianesimo in un confronto con i non credenti a partire dalle basi comuni della ragione, dell'´Antico o anche del Nuovo Testamento (a seconda dell'interlocutore che si ha di fronte: i primi tre libri trattano di Dio, della creazione e della vita morale, mentre il quarto affronta questi temi più strettamente sulla base della rivelazione cristiana).
Probabilmente nel 1260 (o forse già nel '59) Tommaso lasciò Parigi e tornò in Italia, insegnando a Anagni, Orvieto, Roma e Viterbo, scrivendo (o completando) la Summa contra gentiles, alcuni commentari biblici e iniziando la nota Summa theologiae; in questo caso l´opera, divisa in 3 parti (di cui la seconda ha due ulteriori sottoparti) e strutturata in questioni, é un´esposizione sistematica della visione cristiana della realtà, a partire da Dio e dalla creazione per giungere al ritorno di tutto in Lui tramite Cristo. L´opera é eminentemente teologica ma in essa l´uso della ragione, sia all'interno del discorso di fede, sia come suo preambolo per questioni risolvibili senza necessità della Grazia, ha un ruolo importante. Tommaso elaborò inoltre delle questioni De potentia e alcuni dei molteplici commenti ad Aristotele, avendo avuto occasione di incontrare a Viterbo Guglielmo di Moerbeke, che aveva da poco tradotto dal greco le opere dello Stagirita appena riscoperte. Grazie soprattutto alla mediazione araba (e Tommaso stesso, come la scolastica in generale, dipende molto da commentatori come Avicenna e Averroé), giungevano come detto all'occidente cristiano i lavori maggiori del filosofo greco, ponendo la questione di un sapere indipendente dalla fede.
Ancora a Parigi nel 1269, Tommaso dovette affrontare un nuovo attacco agli Ordini religiosi e una polemica tra la facoltà delle arti, il cui ruolo era decisamente cresciuto dopo l'arrivo degli scritti aristotelici, e quella di teologia, che vedeva invaso il proprio ambito di competenza. Molti maestri delle arti infatti, sulla base di Aristotele, sostenevano tesi in aperto contrasto con l'insegnamento cristiano (quali il determinismo o l'unicità dell'intelletto agente per il genere umano) e così nel 1270 si giunse ad una prima condanna di 13 tesi da parte del Vescovo di Parigi. Tommaso, avversando la teoria cosiddetta della "doppia verità" (ossia che ragione e fede possano essere in contraddizione), cercò di confutare da un punto di vista filosofico le opinioni dei cosiddetti averroisti (coloro cioè che si rifacevano ad Averroè, da cui provenivano molte delle tesi incriminate) e di mostrare la complementarietà e la continuità tra filosofia e teologia: egli proseguì allora la seconda Summa e i commenti ad Aristotele, così come scrisse altri commenti alla Bibbia e questioni (come quella De malo) e l´importante scritto De unitate intellectus contra Averroistes (Sull'´unità dell'´intelletto contro gli averroisti), in cui si sostiene l´interpretazione di Aristotele secondo cui ogni uomo possiede, come due parti facenti parti della stessa propria anima, l´intelletto potenziale (da cui riceve una conoscenza obiettiva del reale) e quello agente (da cui si astrae l'universale e che non sarebbe dunque comune a tutti gli umani). La natura dell'uomo, dotato di un anima immateriale e di un corpo, possiede per Tommaso un ruolo peculiare intermedio nel creato tra quello degli intelletti puri (angeli) e della materia, e ad essa il filosofo attribuisce una sola forma, in contrapposizione a tutte le interpretazioni dell'epoca (soprattutto della scuola francescana). Nel 1277 si giungerà in ogni caso ad un nuovo intervento dell'autorità, che condannerà 219 tesi (tra cui forse, ma il dibattito storico su questo punto è ancora aperto, anche opinioni di Tommaso).
Nel 1272 il maestro era di nuovo a Napoli, per fondare colà uno studio domenicano, e nel frattempo scrisse altri commenti ad Aristotele e completò la terza parte della Summa theologiae. Già nel 1273 rivolse la sua attenzione principalmente alla preghiera, considerando, secondo quando si racconta, "paglia inutile" tutto ciò che aveva scritto. Sulla via del Concilio di Lione, nel 1274, si ammalò gravemente e morì il 7 Marzo a Fossanova.
Tommaso, che fu sempre teologo, si occupò molto, come si é avuto modo di vedere brevemente, anche di filosofia, nella convinzione della necessità per entrambe le discipline, nonostante la severa distinzione di ambiti e metodi, di una feconda relazione reciproca. Giunse dunque ad elaborare una sintesi, che, anche in considerazione delle difficoltà cui si é accennato relativamente alla ricezione aristotelica, si lasciò apprezzare per equilibrio e profondità speculativa (anche se a molti contemporanei apparve quale una rivincita di Aristotele e dunque del paganesimo su Agostino). La filosofia secondo Tommaso può arrivare infatti autonomamente a verità concernenti il suo ordine (famose sono le cinque vie per la dimostrazione dell'esistenza di Dio, in cui si risente, come in altri elementi della metafisica di Tommaso, l´influsso del pensatore ebraico Maimonide: le prove, basate tutte sull'insufficienza della realtà nel trovare una spiegazione di sé, trovano forse il loro culmine speculativo e la loro radice comune ancora nella distinzione metafisica presente in ogni ente tra essenza ed essere, per cui deve esistere un ente che é l´essere per essenza e che lo comunica agli altri enti, in ciò dunque creandoli dal nulla), ma la speculazione razionale deve poi però aprirsi al lume soprannaturale per giungere alla pienezza della verità. I due ordini non sono comunque mai in contraddizione, perché l'autorità della ragione e quella della Rivelazione non possono mai ingannare (la seconda è data all'uomo però proprio per poter raggiungere ciò che manca alla sua natura ferita), cosicché si può parlare di verità di fede sovrarazionali, ma non irrazionali (Tommaso sostiene ad esempio che si possa dimostrare razionalmente la creazione del mondo, ma non il suo essere avvenuta nel tempo, proposizione che va tenuta per sola fede: al contempo non si può nemmeno dimostrare razionalmente il contrario, ma su tale questione la filosofia in quanto tale deve sospendere il giudizio). Grande importanza infine riveste nel pensiero di Tommaso il principio dell'analogia (anche se è questione discussa a quale tipo di essa, ossia se di attribuzione intrinseca, estrinseca, o di proporzionalità, egli si riferisca pricipalmente), fondamento sia della metafisica (nella ripresa del rapporto aristotelico tra categorie e sostanza e nella accennata concezione della trascendentalità dell'ente e del suo rimando al Creatore) che della possibilità o impossibilità di predicare attributi su Dio (per cui, in conformità ai principi stabiliti dal IV Concilio Lateranense del 1215, é lecito secondo Tommaso affermare qualcosa su Dio, tenendo però sempre presente che la distanza tra di Lui e il creato é infinita e dunque assegnando un primato alla teologia negativa: e in questo senso grande importanza su questo pensatore, come ancora sulla scolastica in generale ha avuto lo pseudo-Dionigi areopagita).
La filosofia e la teologia di Tommaso, Doctor communis (presto - 1323 - canonizzato e costituito Dottore della Chiesa nel 1567) fu nei secoli successivi punto di riferimento costante della Chiesa cattolica, in modi che, a seconda delle circostanze storiche e delle singole figure, ne hanno determinato una ricezione quantomai diversa (si pensi, solo per citare grandi nomi, a Suarez, Rosmini, Brentano, Marechal, Przywara), sicuramente fruttuosa ma talvolta anche improntata a una certa chiusura e rigidezza. Nel XVIII e XIX secolo lo studio di Tommaso ricevette nuovo vigore ed impulso nelle scuole cattoliche, fino all'enciclica Aeterni Patris di Leone XIII (1873), che ne raccomandò di nuovo ufficialmente l´importanza. Sorsero così vari e tutt'oggi importanti centri di ricerca (come l´Università cattolica di Milano, quella di Lovanio o il Thomas-Institut di Colonia) che si proposero di confrontare la filosofia tomista e il pensiero medievale in generale con quello moderno, con risultati dalle alterne fortune. Se allora in una prima fase il neotomismo novecentesco (con studiosi quali Bauemker, Garrigou-Lagrange, Sertillanges, Olgiati, Manser) accentuò soprattutto il legame di Tommaso con Aristotele, un periodo successivo ne volle rimarcare soprattutto l´originalità (Gilson, Maritain, Fabro, Beck, Lakebrink), vista nella concezione metafisica di essere quale atto e perfezione ultima, originalità che invece fu contestata poi da ricercatori (Hadot, De Vogel, Beierwaltes, Kremer) che rinvennero già nel neoplatonismo molte delle intuizioni ritenute in precedenza come originali di Tommaso. Nel periodo attuale anche quest'ultima fase viene infine posta nuovamente in questione (da studiosi come Berti, Aertsen, Ventimiglia e ancora Fabro). Nella recente encicicla Fides et ratio il pensiero di Tommaso è stato nuovamente raccomandato dall'autorità cattolica, anche se in forma decisamente diversa


Opere

Il seguente elenco delle opere è tratto da A. Zimmerman, Thomas lesen, Stuttgart-Bad Cannstatt 2000. L'elenco presenta le opere principali in ordine cronologico, anche se riguardo alla datazione vi sono ancora incertezze. Un elenco completo può essere trovato in E. Gilson, Introduction à la philosophie de Saint Thomas d'Aquin, Paris 1972 (6° Ed.) e J.-P. Torrell, Initiation à saint Thomas d'Aquin. Sa persone et son oeuvre. Fribourg 1993.

L'edizione delle opere complete : S. Thomae de Aquino, Opera omnia iussu Leonis XIII edita cura et studio Fratrum Predicatorum, Roma 1882 (Editio Leonina). Questa edizione critica non è ancora completa. Spesso utilizzata è anche l'edizione Marietti di Torino, che comprende quasi tutte le opere. Ci sono poi edizioni di singoli testi, nonché numerosissime traduzioni in molte lingue.

Scritti composti durante la prima attività di insegnamento a Parigi (sino al 1259):
De fallaciis
De propositionibus modalibus
Scriptum super sentiis
Quaetiones disputatae de veritate
Expositio super (in) librum Boethii de Trinitate
In Boethium de hebdomadibus
De ente et essentia
De principiis naturae
Prima parte delle Quaestiones de quodlibet

Scritti composti durante il primo periodo di insegnamento in Italia (1260 - 1268):
Summa contra Gentiles
Summa theologiae (I Parte)
De regimine principum
Questiones disputatae de potentia, de malo, de anima
Commentari ai Vangeli
Expositio in librum B. Dionysii De divinis nominibus
Inizio del lavoro ai commenti di Aristotele

Scritti composti durante il periodo di insegnamento a Parigi (1269 - 1272)
Commenti ad Aristotele:
In libros Perihermeneias (fino a II, c. 14)
In libros posteriorum Analyticorum
In VIII libros Physicorum
In IV libros Metereorum (fino a II, c. 8)
In III libros de anima
In librum de sensu et sensato
In librum de memeoria et reminiscentia
In XII libros Metaphysicorum (forse in parte giá a Napoli)
In X libros Ethicorum
In VII libros Politicorum
Inoltre:
Expositio super librum de causis
Summa theologiae (II Parte)
Quaestiones disputatae de quodlibet, de virtutibus in communi, de virtutibus cardinalibus
Opuscola: de unitate intellectus, de aeternitatae mundi

Scritti composti durante l´ultimo soggiorno a Napoli
Commenti ad Aristotele:
In libros de generatione et corruptione (fino a I, c. 5)
In III libros de caelo et mundo (fino a III, c. 3).
Inoltre:
De substantiis separatis
Summa theologiae (III Parte. Interrotta il 6.12.1273)
Compendium theologiae (incompleta)

 
WWW.filosofia.it