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Edith
Stein (1891 - 1942)
di Francesco
V.Tommasi
Ultimogenita
di undici figli, di cui tre morti prima della sua nascita, Edith Stein
venne alla luce a Breslavia il 12 Ottobre 1891 da Siegfried e Auguste
Courant. Già i primi dati biografici permettono di cogliere elementi
che risulteranno significativi nella vita e nell'opera di questa pensatrice.
Nella data della sua nascita, infatti, gli appartenenti alla religione
ebraica (tra cui la famiglia Stein) celebravano quell'anno la festa dello
Yom Kippur, dedicata all'espiazione e alla richiesta di perdono per i
peccati. E il luogo della sua nascita, nella Prussia orientale, indica
l'altro fattore che, oltre all'ebraismo, influenzò profondamente
la gioventù steiniana, ossia l'educazione ai valori nazionalistici
della Germania che era stata da poco riunificata a partire proprio dalle
terre in cui Stein nasceva.
Perso il padre in tenera età, la gioventù della futura filosofa
fu influenzata particolarmente dalla imponente figura della madre, esempio
di rettitudine morale e di dedizione alla famiglia e al lavoro, nello
sforzo di condurre da sola l'impresa un tempo del marito e di far studiare
tutti i figli. Edith si segnalò ben presto per le sue doti intellettuali,
primeggiando in tutti i gradi di scuola sino all'università, ma
fu a tratti anche investita da profonde crisi esistenziali, decidendo
per un breve periodo di abbandonare gli studi. Dal 1911 al 1913 frequentò
comunque per quattro semestri i corsi di psicologia e germanistica presso
l'università di Breslavia. Qui, da una formazione giovanile improntata
su modelli prevalentemente romantici (Schiller e Fichte in particolare)
e fondati sull'esaltazione della volontà e dell'autodeterminazione,
passò, sotto l'influsso di William Stern, ad un orientamento empiristico
in psicologia (abbracciando inoltre l'ateismo), mitigato poi grazie a
Richard Hoenigswald, allievo di Alois Riehl (quest'ultimo fondatore del
cosiddetto "positivismo critico" e sostenitore di un'interpretazione
non idealistica di Kant).
Nell'autunno del 1912 avvenne l'incontro decisivo con le Ricerche logiche
di Edmund Husserl, la cui lettura la convinse a trasferirsi a Gottinga,
dove fioriva in quegli anni la prima scuola fenomenologica. In quell'ambiente
Stein ebbe modo di conoscere molti pensatori, tra cui Adolf Reinach, Roman
Ingarden, Jan Hering, Alexander Pfaender, Hedwig Conrad-Martius e Max
Scheler, del quale ascoltò le conferenze su Il formalismo nell'etica
e l'etica materiale dei valori. Ella si mise anche qui in evidenza e giunse
a divenire, subito dopo la discussione della sua tesi di dottorato (Il
problema dell'empatia 1917), assistente personale di Husserl, che aveva
seguito nella nuova sede di Friburgo. Il testo sull'empatia si propone
di analizzare il vissuto che il fondatore della fenomenologia, nei suoi
seminari, aveva qualificato come decisivo per la conoscenza di un mondo
oggettivo: si tratta dell'esperienza per cui un soggetto può vivere,
entrandovi (non a caso si può tradurre anche con "entropatia"),
parte del flusso di coscienza di un altro soggetto e Stein lo studia a
confronto con le teorie di Theodor Lipps e Scheler, alle quali rivolge
critiche penetranti. La questione si colloca, in ogni caso, al cuore della
fenomenologia trascendentale, e riguarda i problemi dell'intersoggettività,
della fondazione delle scienze dello spirito, e della impostazione più
o meno idealistica cui il pensiero husserliano si stava rivolgendo in
quegli anni.
Di tale dibattito, che aveva spaccato la scuola fenomenologica dopo la
pubblicazione del primo volume delle Idee per una fenomenologia pura ed
una filosofia fenomenologica (1913), si occupò ancora nella sua
opera di assistente di Husserl, quando dovette curare la revisione dei
manoscritti del maestro relativi al secondo volume di tale opera (che
trattavano appunto il tema della costituzione della realtà), delle
lezioni sul tempo e della nuova edizione riveduta delle Ricerche logiche.
L'opera di assistente si rivelò però presto deludente per
Stein, che si trovava a che fare con una mole enorme di lavoro e nell'impossibilità
di proseguire lo studio personale. Ella decise allora di abbandonare tale
impresa.
Assieme ad una delusione affettiva, tale situazione (che, a seguito di
pregiudizi, vedeva anche l'impossibilità per lei di accedere alla
docenza universitaria perché donna), accompagnata inoltre dalla
profonda crisi che la Germania in generale e dunque anche il giovane circolo
fenomenologico in particolare (che perse Adolf Reinach, primo assistente
di Husserl) attraversarono dopo il conflitto, produssero in lei una riflessione
capace di riaccendere la brace della vita religiosa, che, mai del tutto
sopita (come testimoniato da lettere e accenni nell'opera sull'empatia),
emerse allora nuovamente. La domanda relativa al senso della storia e
dell'esistenza individuale, alla quale Stein non aveva trovato una risposta
che la soddisfacesse né nella ricerca costitutiva fenomenologica,
né nei modelli idealistici, unita alla frustrazione dell'insensatezza
del volontarismo (ella si era impegnata nel conflitto come crocerossina
e, subito dopo, aveva lottato per i diritti delle donne) sfociò
infine, lentamente (1922), nella conversione al cattolicesimo. Colpita
inizialmente dalla testimonianza cristiana della vedova Reinach, sua amica,
capace di trarre dalla contemplazione al Crocefisso la forza di superare
il dolore, dalle lezioni di Scheler e da varie letture, il passo decisivo
nella scelta tra il Protestantesimo e il Cattolicesimo avvenne grazie
alla Vita di Teresa d'Avila.
Dopo la pubblicazione (nel 1922 sullo Jahrbuch fuer Philosophie und Phaenomelogische
Forschung) di un'ultima opera strettamente fenomenologica (Contributi
alla fondazione filosofica della psicologia e delle scienze dello spirito)
in cui cerca di differenziare i livelli della vita psichica, la filosofia
dalla psicologia, e si rivolge poi ad un'analisi interessante dei vissuti
comunitari, e, più avanti (1925) di un saggio intitolato Una Ricerca
sullo Stato, ella si indirizzò allo studio dei classici del pensiero
cristiano. Tradusse allora opere di John Henry Newmann, ma soprattutto
si dedicò alla Scolastica, in particolare lavorò sullo pseudo
Dionigi, Agostino, Alberto Magno, Bonaventura, Duns Scoto e Tommaso d'Aquino,
di cui riportò in tedesco (in un' opera interessante di rielaborazione
attuata con termini della filosofia moderna) le Questiones disputatae
de veritate e il De ente et essentia. In quegli anni, oltre ad essere
stata docente di Germanistica presso l'Istituto Santa Maddalena delle
suore domenicane di Spira, fu relatrice in molte giornate di studi pedagogici
e filosofici in Germania e all'estero (Praga, Vienna, Salisburgo, Basilea,
Parigi) e prese parte al movimento di spiritualità di Beuron, abbazia
benedettina, in cui venivano introdotti elementi di novità liturgica
che anticiparono per alcuni aspetti il Concilio Vaticano II. Entrò
inoltre in contatto con numerose personalità, tra cui Erich Przywara,
Jacques Maritain, Martin Heidegger, che aveva conosciuto già a
Friburgo, rimanendo sempre in buoni rapporti anche con l'originario ambiente
fenomenologico. Scrisse, nel 1929, un articolo dal titolo La fenomenologia
di Husserl e la filosofia di S. Tommaso d'Aquino, che apparve sul volume
speciale dello JPPF dedicato al settantesimo compleanno del fondatore
della fenomenologia; portò inoltre avanti per anni l'elaborazione
di un testo di Introduzione alla filosofia, dedicato ad una fondazione
fenomenologica della filosofia della natura e della soggettività
nei suoi vari strati.
Dopo aver insegnato per due semestri (1932-33) all'Istituto universitario
tedesco di pedagogia scientifica a Muenster, ella dovette abbandonare
questa attività a seguito delle misure anti-ebraiche dei nazisti.
Chiese allora di entrare nel convento carmelitano di Colonia, suo desiderio
sin dalla lettura di Teresa d'Avila, rinviato però precedentemente
per motivi di opportunità (ambientarsi nella vita della nuova fede,
non urtare ulteriormente la madre, già profondamente dispiaciuta
della conversione, importanza del proseguire gli studi). Assunse il nome
di Theresia Bendicta a Cruce, richiamandosi alle sue esperienze spirituali
(Teresa, appunto, i benedettini e, soprattutto la croce, ossia la Grazia
capace di dare senso e di riscattare l'assurdo del male) e continuò
la sua attività, scrivendo una autobiografia degli anni giovanili
(Vita di una famiglia ebraica), tesa a dimostrare come gli ebrei non fossero
il cancro della vita tedesca che la propaganda nazista sosteneva, ma invece
vivessero pienamente integrati nella società, costituendone una
parte vivissima. Produsse inoltre Potenza e atto, un tentativo di confronto
elaborato tra la Scolastica e la fenomenologia, anche sotto l'influsso
dell'allora emergente pensiero heideggeriano, ampliato poi nel 1936 in
Essere finito ed essere eterno, opera imponente che si propone quale un
"tentativo di ascesa al senso dell'essere" nella fedeltà
al metodo fenomenologico aperto a tutto campo sulla realtà, in
un confronto con la tradizione classica dell'ontologia, e in dialogo con
la fede. Il movimento di pensiero allora dall'io si rivolge all'essere,
per giungere al Creatore e ridiscendere a riguadagnare un nuovo senso
illuminato dalla Trinità.
Negli ultimi anni la filosofa si rivolse in modo privilegiato a scritti
di spiritualità, di cui il più importante è la Scienza
della Croce, studio sull'opera di Giovanni della Croce. La convinzione
di "non poter aver scienza della Croce senza viverla in prima persona"
condusse infine Stein ad offrirsi nella preghiera quale vittima di espiazione
dell'odio e di riconciliazione, desiderando assumere misticamente su di
sé il dolore della sua famiglia e dei suoi popoli, offrendosi per
la pace e la conversione degli Ebrei. Ella venne infine deportata e uccisa
ad Auschwitz, presumibilmente il 9 Agosto 1942.
Teresa Benedetta della Croce è stata canonizzata dalla Chiesa cattolica
nel 1998 e proclamata successivamente copatrona d'Europa.
Opere
Questi gli scritti
di Edith Stein secondo la suddivisione adottata dalla nuova edizione delle
opere complete (Edith Steins Gesamtausgabe) in corso di pubblicazione
presso Herder a cura dell' "Edith-Stein-Institut" di Wuerzburg.
A.
Scritti biografici.
ESGA 1: Aus dem leben einer judischen
Familie (Vita di una famiglia ebraica) (1933).
ESGA 2: Selbstbildnis in Briefen I (Lettere I) (1916-1933).
ESGA 3: Selbstbildnis in Briefen II (Lettere II) (1933-1942).
ESGA 4: Selbstbildnis in Briefen III. Briefe an Roman Ingarden (Lettere
III. Lettere a Roman Ingarden) (1917-1938).
B. Scritti filosofici. I parte
ESGA 5: Einfuehrung in die Philosophie
(Introduzione alla filosofia) (testo rielaborato in vari anni dal 1917
al 1938).
ESGA 6: Zum problem der Einfuehlung (Il problema dell'empatia) (1916).
ESGA 7: Beitraege zur philosophischen Begrundung der Psychologie und der
Geisteswissenschaften (Contributi alla fondazione filosofica della psicologia
e delle scienze dello spirito) (1922) e Eine Untersuchung ueber das Staat
(Una ricerca sullo Stato) (1925).
ESGA 8: Notizen und kleine Abhandlungen zur Phaenomenologie (Appunti e
brevi articoli sulla fenomenologia) (1916-1924).
C. Scritti filosofici. II parte
ESGA 9: Aufsaetze zur Phanemenologie und
Ontologie (Articoli su fenomenologia e ontologia) (1925-1936).
ESGA 10: Potenz und Akt (Potenza e atto) (1931).
ESGA 11: Endliches und ewiges Sein, Bd. 1 (Essere finito ed Essere eterno,
vol. I) (1936).
ESGA 12: Endliche und ewiges Sein, Bd. 2 (Essere finito ed Essere eterno,
vol. II) (1936).
D. Scritti sull'antropologia e la pedagogia.
ESGA
13: Die Frau (La donna) (1928-1933).
ESGA 14: Der Aufbau der menschlichen Person (La costituzione della persona
umana) (1932/33).
ESGA 15: Theologische Antropologie (Antropologia teologica) (1933).
ESGA 16: Religionspaedagogische Aufsaetze (Articoli di pedagogia religiosa)
(anni '30- '40).
E.
Scritti di spiritualità.
ESGA 17: Wege der Gotteserkenntnis (Vie
della conoscenza di Dio) (1941).
ESGA 18: Kreuzwissenschaft (Scienza della Croce) (1942).
ESGA 19: Elemente einer christlichen Mystagogie (Elementi di una mistagogia
cristiana) (anni '30-'40).
F. Traduzioni.
ESGA 20: Thomas von Aquin, De veritate,
Bd. 1 (1932).
ESGA 21: Thomas von Aquin, De veritate, Bd. 2 (1932).
ESGA 22: J. H. Newmann, Die Idee der Universitaet, Briefe vor der Konversion
(L'idea dell'università, Lettere prima della conversione) (1924).
ESGA 23: A. Koyrè, Descartes und die Scholastik (Cartesio e la
Scolastica) (1924).
ESGA 24: Bonaventura (?).
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