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Klaus Held Sugli antefatti della prova ontologica dell'esistenza di Dio Anselmo e Parmenide L'Autore afferma, sulla linea di un'originale ricostruzione teoretica, che l'argomentazione di Anselmo può essere interpretata anche in modo diverso dalla prova dell'esistenza di Dio: alla luce di ciò, a suo giudizio, si può parlare di un "antefatto" dell'argomentazione in Parmenide. |
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Wolfhart Henckmann La filosofia come scienza rigorosa Il saggio husserliano (1911) «rese noto il programma della filosofia fenomenologica, non nel senso che questa intendeva presentarsi come nuova arrivata ai filosofi contemporanei, ma in quello per cui essa chiedeva principalmente 1) di definire cosa fosse la filosofia nella sua essenza; 2) che cosa avrebbe dovuto in seguito diventare, e cioè "scienza rigorosa" (strenge Wissenschaft)» (Idee) . |
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Dieter Henrich Autocoscienza e pensiero di Dio [saggio-seminario] L'idea filosofica analizzata dal noto filosofo tedesco riguarda due contenuti, «di grande rilevanza per la riflessione degli uomini: il sapere che gli uomini hanno di se stessi, in modo da poter gestire, muovendo da esso, la propria vita e quali idee essi sono ingrado di concepire del fondamento di tutto ciò che essi sono e che ad essi accade». |
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A cento anni dalla nascita del filosofo francese (1908-1961) Fulvio Papi Merleau-Ponty scrittore dell'essere «Il luogo centrale del discorso è la "Fenomenologia della percezione", di cui traccerò quelli che mi sembrano i tre esiti fondamentali [...]». |
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Raimon Panikkar L’invisibile armonia: teoria universale della religione o fiducia cosmica nella realtà? Traduzione, introduzione e note a piè di pagina di Paolo Calabrò "Mai tradotto in italiano prima d'ora. Si tratta di un contributo interessante soprattutto perché qui Panikkar affronta il complesso e delicato tema del pluralismo in maniera semplice, esaustiva e ricca di esempi [...]". |
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«In questo corso di filosofia teoretica mi sono proposto due differenti obiettivi. Il primo [...]: far luce su una distinzione classica nella riflessione filosofica - la distinzione tra giudizi analitici e giudizi sintetici - ed in modo particolare riflettere sul senso, se ve n’è uno, che accompagna i diversi e ripetuti tentativi di parlare di un sintetico a priori». (Il Dodecaedro) |
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In occasione dell'uscita in italiano del volume Fenomenologia dell'estraneo, un saggio di uno dei più importanti fenomenologi contemporanei, che ci offre un'originale indagine sul tema, poco frequentato, dell'attenzione in stretto rapporto con il concetto, per lui decisivo, di "estraneità". |
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Il Sofista di Platone e la distinzione tra essere della copula ed essere dell'esistenza «Il rilevamento della presenza o dell'assenza di una chiara delineazione della distinzione tra l'essere come mera "congiunzione" e come "predicato", è stato, soprattutto in ambito neopositivista, l'obbiettivo della gran parte dei commentatori del Sofista platonico». |
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«Non si può separare la teoria critica dal contesto dialettico in cui viene pensata ed all'interno del quale conosce il suo sviluppo. Horkheimer, quando negli anni Trenta ne definisce lo statuto epistemologico, se da un lato si richiama alla teoria marxiana dell'economia politica, dall'altro intende rivendicarne e sottolinearne proprio la natura "dialettica"». |
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Paolo Virno
Moltitudine
e principio di individuazione - Gli angeli e il general
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Gerardo Milani Da F. de Saussure a R. Jakobson. La teoria della lingua e della poesia "Si è comunemente concordi nel ritenere che i capisaldi della linguistica moderna sono fissati nel celebre Cours de linguistique générale (1916) pubblicato a Parigi nel 1922. Uno dei problemi fondamentali affrontati dal maestro ginevrino consiste nella decisa affermazione dell’arbitrarietà del segno intenzionale, ossia del segno formato dall’unione di un significante e di un significato" |
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Alessandro Pizzo Pensiero pratico e logica deontica: assenza o presenza di razionalità? [pdf] Al centro di questo lavoro c'è la questione se il pensiero pratico sia razionale nella formalizzazione che ne offre la logica deontica. Il che significa interrogarsi, in altri termini, sull'ulteriore e connessa questione se la razionalità (o la sua assenza) espressa dalla logica deontica, formalizzazione del pensiero pratico, sia la medesima di quest'ultimo. |
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Antonio
Di Fenza Heidegger
e la tradizione: alcuni interpreti a confronto [pdf] Come scrive Hans-Georg Gadamer , dopo Schleiermacher e Hegel è c Come scrive Hans-Georg Gadamer , dopo Schleiermacher e Hegel è caratteristico della tradizione filosofica tedesca fare della storia della filosofia un aspetto essenziale della filosofia teoretica . La questione “Heidegger e la tradizione” deve essere esaminata perciò a partire da un simile contesto, cercando di indagare la posizione di Heidegger all’interno di questo atteggiamento di fondo. |
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Guido
Seddone
La
metafora come innovazione e crescita del linguaggio
[pdf] Le recenti teorie semantiche hanno dimostrato l’impossibilità di avere un criterio oggettivo per stabilire a cosa si riferiscano le parole; ossia è impossibile attribuire un significato univoco a ciascuna parola, in quanto il linguaggio è legato al nostro vissuto e per questo risulta dotato di una particolare flessibilità. |
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Rossella Mascolo La
conoscenza complessa dell'Homo planetarius [pdf] "Il mondo ci appare ora come un tutto complesso, costituito da elementi, compresi gli esseri viventi, anch’essi complessi, che sono legati da relazioni multiple, non lineari e in continua evoluzione [...]". |
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Gianfranco
Giudice
Categorie
modali [pdf] Il punto, l’evento decisivo consiste nel cogliere il nesso ineludibile, la tensione essenziale che lega inestricabilmente l’irripetibile e la ripetizione, la necessità e la contingenza. Il pensatore che nella tradizione occidentale ha più di altri colto quel nesso è senza dubbio Spinoza. |
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Gianfranco
Giudice
A proposito del saggio di Norton "La
causazione come scienza ingenua" [pdf] Quella che J.N. Norton definisce nel saggio La causazione come scienza ingenua per l’appunto “scienza ingenua”, è in buona sostanza la scienza antica e moderna, il cui fondamento è costituito esattamente dal principio di causa, ovvero dall’idea che ogni evento è determinato da una causa dominante e da più cause concorrenti (con–cause) |
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Filippo
Giorgi
Nascita
dell’individuo e sviluppo della tecnica nell’interpretazione
dell’Odissea di Adorno e Horkheimer [pdf] Nel capitolo “Odisseo, o mito e illuminismo” in Dialettica dell’illuminismo, Adorno e Horkheimer descrivono un momento fondamentale del processo di demitizzazione e reificazione della realtà che, nella loro riflessione, connatura l’intera storia umana. |
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Gianluca
Miligi Una filosofia dell'intuizione: Bergson |
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Gianluca
Miligi
Prospettive del Neocriticismo
Nella filosofia della seconda metà dell’Ottocento in Germania, in alternativa o anche in opposizione all’idealismo metafisico-speculativo hegeliano e in un clima caratterizzato dal “positivismo”, si assiste al recupero del pensiero kantiano, al cosiddetto “ritorno a Kant”. 1. La Scuola di Marburgo [pdf] 2. La Scuola del Baden [pdf] |
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Gianluca Miligi EXCURSUS Il male: Leibniz e Dostoevskij [pdf] Il discorso leibniziano si costruisce evidenziando preliminarmente il “contrasto” tra, da una parte, la verità di fede, la giustizia di Dio e, dall’altra, l’apparenza del male. Questo contrasto è iscritto nella dimensione del “mistero”: è infatti proprio un mistero che un Dio, per definizione assolutamente giusto oltre che onnipotente, abbia potuto creare un mondo che ospita in sé il male. |
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Gianluca Miligi Leibniz: la logica del giudizio in rapporto alla metafisica [pdf] Nella teoria di Leibniz il giudizio vero si costituisce in base al principio per cui necessariamente deve praedicatum inesse subjecto (verae propositionis): «Sempre, dunque il predicato, o conseguente, inerisce al soggetto, o antecedente [...]» |
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Paolo Zellini La matematica del Grande Inquisitore Ci si può innalzare fino al concetto di Dio? Questa è la domanda, semplice e terribile, che pone perentoriamente Ivan Karamazov al fratello Alëša, la domanda a cui seguirà, nel racconto di Dostoevskij, la lunga digressione sulla leggenda del Grande Inquisitore. La risposta di Ivan è negativa e si avvale di una serie di metafore tratte dalla matematica. |
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Giorgia
Cutino Cosmologia e antropologia
in Gregorio di Nissa [pdf] «Questo fu per me lo scopo supremo a cui tesi nella conoscenza: di non impiegare la vita in niente di vano, ma di trovare quel bene, trovato il quale non ci si sbaglia nel discernimento di ciò che è utile» (Gregorio di Nissa). |
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Marilena
Maddaluna Le Quaestiones
sugli Analitici primi dello Pseudoscoto
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Tra i capolavori racchiusi nella sterminata letteratura logica prodotta dalla speculazione medioevale, va annoverato il commento ad Aristotele in due libri - In librum primum e In librum secundum Priorum Analyticorum Aristotelis Quaestiones -, erroneamente attribuito Duns Scoto, ma da ascrivere a un suo allievo la cui identità è a tutt’oggi sconosciuta. |
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Ivan
Pozzoni Pluralismo, benessere civile e virtù collaborative.
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Federica
Mura Il mito di Elena fra filosofia,
retorica e teatro. [pdf] Stesicoro, Euripide, Gorgia Passando attraverso l’assoluzione di Elena di Troia, si ripercorre il cammino del logos, da codice primitivo a linguaggio intellettuale, da letteratura orale a pensiero razionale per spiegare, non solo il punto di intersezione fra tragedia e retorica, ma anche come il mito possa trasformarsi senza per questo cessare di abitare all’interno della dottrina filosofica della Grecia arcaica. |
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Gianfranco
Anzini La
disputa sulla forma del pianeta Saturno
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1660: il racconto di una esperienza allestita dagli accademici del Cimento nella Firenze di Leopoldo Medici. Se ne possono trarre interessanti riflessioni: l’uso di modellini per convalidare una tra due ipotesi rivali sembra implicare una tacita ma lucida consapevolezza su questioni relative al rapporto tra percezione e conoscenza. |