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IN RICORDO DI JACQUES DERRIDA
A ormai due anni dalla scomparsa (il 9 ottobre del 2004) di Derrida, senz'altro uno dei filosofi più importanti e controversi del Ventesimo secolo, riproponiamo qui alcuni scritti, interviste e recensioni che riguardano alcuni scorci della sua riflessione. Di recente vi è stato un convegno in suo onore organizzato dall'Università di Bergamo, a ulteriore testimonianza dell'ininterrotto interesse che suscita e provoca il suo pensiero. Questo s'impone con forza, nella sua indubbia originalità, ormai quarant'anni fa, in una stagione, post-strutturalistica, che vede altresì la contemporanea uscita di importanti opere di Michel Foucault (Le parole e le cose) e di Gilles Deleuze (Differenza e ripetizione), nel quadro di quella che è stata definita "filosofia della differenza": escono infatti La scrittura e la differenza (1967), La voce e il fenomeno (1967), Della grammatologia (1967), Margini della filosofia (importante raccolta di saggi, 1972). Il concetto di différance e la teoria della decostruzione sono l'orizzonte e il terreno che definiscono ad imiis la ricerca filosofica di Derrida. Maurizio Ferraris è il filosofo italiano che più vicino è stato a Jacques Derrida; con lui ha scritto (Il gusto del segreto, Laterza, Roma-Bari 1997), ha discusso ed stato legato da umana e intellettuale amicizia. Ferraris nel suo Dove sei? Ontologia del telefonino (Bompiani, Milano 2005) ha precisato e ridefinito il rapporto della sua ricerca filosofica sull'ontologia sociale con il "testualismo" derridiano (sottolineandone gli elementi d'imprescindibile validità). Ha dedicato a Derrida anche un'ottima Introduzione a Derrida (Laterza, Roma-Bari 2004), agile volume il cui pregio è di esaminare in un quadro filosofico generale e senza "pregiudizi" i nuclei teoretici del pensiero derridiano; inoltre ha pubblicato di recente un libro in cui traccia un profilo del filosofo francese a partire dalla sua propria esperienza: Jackie Derrida. Ritratto a memoria (Bollati Boringhieri, Torino 2006). G. M.
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